Fin dallinizio abbiamo scelto di condividere la vita con le
persone accolte. Infatti lesperienza del Villaggio Santa Caterina nasce da una
scelta di volontariato, nasce da chi ha deciso di abitare insieme a queste
persone con disagio, ben sapendo che questa è la strada a cui il Vangelo ci
chiama; nasce da è chi ha deciso che non si possono più fare luoghi separati, specialistici ma si
deve condividere la propria vita.
Perché lattenzione agli
anziani ?
E' innegabile che la
persona over '65, grazie ai progressi della medicina, ha di fronte almeno
15-20 anni di vita attiva che può spendere in costruzioni di relazioni e di
nuove attività che si possono mettere al servizio degli altri; una lunga storia
da narrare (cominciando dai più piccoli) dalla quale ricavare stimoli per il
proprio futuro: pensate alla funzione insostituibile dei nonni e alla necessità
da parte dei giovani di aver qualcuno con cui confrontarsi.
All'insorgere poi
della fragilità e della non autosufficienza potranno comunque trovare aiuto e
supporto dall'ambiente in cui hanno vissuto ed in cui sono stati protagonisti. E' nostra intenzione allora, costruire questi laboratori di
solidarietà, dove giovani ed anziani si possano incontrare, convinti che
l'insieme di persone consente di realizzare un altro pilastro del nostro stare
e del nostro vivere insieme: il pilastro della sussidiarietà. Insomma
terza età come stagione della pienezza! Quando per pienezza si
intende il fermarsi a fare il punto sulla vita vissuta, per progettare
poi nuove relazioni e dare significato alla propria esistenza; libero
oramai dall'assillo lavorativo e di carriera il longevo può diventare, in una
logica di dono, produttore di relazione e fonte di saggezza per i giovani in
ricerca.
Possiamo citare
alcuni esempi presenti in Italia che fondano la loro opera proprio su
questa integrazione giovani-anziani quali: la fondazione OIC di
Padova, la Comunità di SantEgidio a Roma, le esperienze di Condominio
solidale, nelle province di Milano e Torino.